Presidi slow food: la valorizzazione delle eccellenze alimentari

Presidi slow food: cosa sono

Il progetto dei presidi slow food è nato nel 1986 ed ha l’obiettivo di sostenere e salvaguardare le piccole produzioni dell’eccellenza gastronomica che essendo minacciate dall’agricoltura a livello industriale e dall’omologazione rischiano, purtroppo, di scomparire. I presidi slow food sono una grandissima associazione, totalmente no profit, che lavora a livello mondiale cercando di far riacquistare al cibo il suo giusto valore. Si cerca di tenere in vita quelle tradizioni (mestieri antichi, metodi di lavorazione e coltivazione) che oramai stanno cadendo nel dimenticatoio insieme anche a varietà di ortaggi e frutta che se non venissero curati e tenuti sotto controllo da loro finirebbero per estinguersi.

I presidi slow food lavorano a contatti diretto con i produttori aiutandoli a migliorare la qualità dei loro prodotti e mettendoli in contatto con gli altri Paesi per facilitare lo scambio delle merci. Ogni giorno questa associazione lavora in 150 Paesi del mondo per portare avanti i loro obiettivi:

  • Rendere visibili i pochi produttori che sono rimasti;
  • Rendere i prezzi più equi e remunerativi;
  • Aiutare i produttori a far conoscere l’eccellenza e la qualità dei loro prodotti;
  • Salvare le tecniche di produzione artigianali e recuperare la qualità delle materie prime;
  • Allo stesso tempo innovare le tecniche senza dover snaturare la natura del prodotto.

Per rendere tutto questo possibile e rendere partecipi anche gli “esterni” (i non produttori per intenderci), l’associazione Slow Food organizza moltissimi eventi coinvolgendo sia i più grandi che i più piccoli.

Presidi slow food Italia

Attualmente in Italia sono presenti circa 300 presidi Slow Food, 298 per la precisione. Sono il frutto di un lavoro che dura da dieci anni e dell’impegno che l’associazione ci mette nel portare avanti la propria causa. I presidi non si rivolgono solamente ai contadini e ai coltivatori ma anche ai pescatori, agli allevatori, ai pastori, ai fornai, ai pasticceri e ai norcini.

Ogni presidio possiede due figure di riferimento: il responsabile del presidio e il referente dei produttori. Il primo svolge un ruolo di coordinamento a livello regionale di Slow Food e viene nominato dal coordinamento regionale dell’associazione. Il responsabile non svolge alcuna attività commerciale. Per quanto riguarda il referente dei produttori il suo compito è quello di fare da garante del rispetto del regolamento e viene nominato direttamente dai produttori stessi.

Perché un’associazione aderisca al progetto deve affiliarsi a Slow Food Italia pagando una quota di ammissione che viene stabilita in base a delle fasce pre concordate.

Presidi slow food internazionali

Nonostante l’associazione Slow Food sia nata a Bra in provincia di Cuneo, con gli anni si è estesa fino a diventare un fenomeno a livello intercontinentale che ad oggi conta più di 10.000 produttori coinvolti in tutto il mondo.

Ad esempio uno dei progetti attualmente attivi è quello di riuscire a realizzare 10.000 orti buoni e puliti in Africa per garantire alle comunità cibo fresco e di qualità controllata. In questo momento la quota degli orti già nati è a quota 3062.

Per sostenere questo progetto o ad ogni modo l’associazione in generale è possibile fare delle donazioni anche online tramite bonifico bancario.