Non tutti i grassi vengono per nuocere

Per anni siamo stati tartassati sulle proprietà nefaste  dei grassi sulla nostra salute: aumento del colesterolo, del livello di trigliceridi del sangue, della pressione sanguigna, etc. Pare invece, secondo recenti studi, che non bisogna avere un atteggiamento così drastico nei confronti dei grassi o, meglio, bisogna saper distinguere i grassi “buoni” da quelli effettivamente nocivi. Su questo punto- quanto determinati grassi possano essere più salutari rispetto ad altri- c’è ancora un dibattito in corso tra gli scienziati, ma pian piano il quadro sta diventando più chiaro. Lo studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale JAMA ( Journal of American Medical Association) ha infatti associato un maggior consumo di acidi grassi polinsaturi e monoinsaturi ad un minore rischio di morte e, di contro, un maggior consumo di  grassi saturi e  grassi trans  ad un maggiore rischio di morte. Questi ultimi in particolare pare siano particolarmente dannosi per l’organismo umano provocando un aumento nel rischio di malattie cardiovascolari e nello sviluppo di diabete mellito di tipo 2. In alcune città americane  come New York sono stati letteralmente messi al bando e nel giugno 2015 il Ministero della salute americano ha annunciato che i grassi trans, presenti soprattutto negli alimenti ultra raffinati,  saranno proibiti  dalle scorte alimentari americane entro il 2018.

I ricercatori sostengono che sostituire l’apporto calorico derivante dall’assunzione di grassi saturi con quello derivante dall’assunzione di acidi grassi polinsaturi e monoinsaturi possa ridurre il rischio complessivo di morte . Quali sono dunque gli alimenti fonte di questi grassi “buoni”?  Si sente spesso parlare degli ω3 e di quanto facciano bene alla salute: è vero. Sono dei grassi polinsaturi essenziali e sembra riducano significativamente il rischio di infarto. Sono presenti però, in concentrazioni significative, in pochi alimenti tra cui maggiormente nelle alghe marine e nei pesci che se ne nutrono,  nei crostacei, negli oli vegetali come quello di semi di lino e di canapa e nelle noci. Un’altra famiglia di acidi grassi polinsaturi che produce effetti positivi soprattutto se associati all’assunzione degli ω3 sono gli ω6; questi sono acidi grassi semi-essenziali e si trovano quasi esclusivamente in alimenti di origine vegetale quali le noci, i cereali, il pane integrale, quasi tutti gli oli vegetali ( in particolare quelli di canapa e quello di lino) , i semi di canapa indiana e la borragine. Introdurre questi alimenti nella vostra dieta può quindi produrre dei benefici a lungo termine sulla vostra salute.