Mangiare pesce durante la gravidanza migliora la salute cerebrale del feto

Secondo un recente studio finanziato dal governo spagnolo e apparso sulla rivista American Journal of Epidemiology, il consumo di pesce durante la gravidanza avrebbe un effetto protettivo sullo sviluppo cognitivo e sull’insorgere dei sintomi dell’autismo nel feto. Lo studio ha coinvolto all’incirca 2000 donne spagnole in stato interessante le quali hanno riportato il loro consumo di pesce  attraverso la compilazione di appositi questionari che categorizzavano tale consumo a seconda della tipologia di pesce. La maggior parte delle donne ha mangiato pesce nell’arco dei mesi di gravidanza con una media di tre porzioni a settimana. Al momento del parto il sangue prelevato dal loro cordone ombelicale è stato analizzato per controllare i livelli di mercurio, che provoca effetti neurotossici, e di DHA, un acido grasso della famiglia omega3 particolarmente presente nel pesce. Dopo la nascita i figli delle donne sottoposte allo studio sono stati sottoposti a dei test che ne misuravano sia lo sviluppo cognitivo sia  l’eventuale manifestazioni di sintomi dello spettro del disturbo autistico Questi test sono stati ripetuti quando i bambini avevano quattordici mesi  e dopo aver compiuto i cinque anni. Dai risultati è emerso che  un maggiore consumo di pesce è associato ad un maggior punteggio nella scala dello sviluppo cognitivo e ad una diminuzione dei sintomi dell’insorgere dei sintomi dello spettro del disturbo autistico. Nello specifico, un consumo medio di 600 grammi  di pesce alla settimana  era correlato ad un aumento di 2,8 punti del quoziente intellettivo. Sorprendentemente questi risultati interessavano soprattutto i bambini le cui madri hanno mangiato pesci particolarmente grassi, come ad esempio il tonno, e con un alto livello di DHA e mercurio. I risultati invece andavano a diminuire se il consumo medio di pesce durante la gravidanza superava i 600 grammi  per settimana. Il DHA è importantissimo per lo sviluppo delle cellule celebrali così come per quello delle membrane cellulari e la gravidanza sembra essere il periodo più adatto per poter trarre il massimo beneficio da questo acido grasso, proprio perché è quello il momento in cui il cervello si sta formando. Ciò che ha  maggiormente stupito , stando ai risultati della ricerca, è stata l’ insignificante incidenza del mercurio le cui proprietà neurotossiche sono arcinote. Una possibile spiegazione risiederebbe proprio nelle proprietà protettive del DHA che andrebbe quindi a neutralizzare la tossicità del mercurio. Si tratta comunque di uno studio osservazionale che necessita di ulteriori ricerche. Potrebbe però segnare l’inizio di una controtendenza riguardo alla dieta da seguire in gravidanza. Finora infatti, la maggior parte dei ginecologi e dei nutrizionisti tendevano a sconsigliare alle donne in dolce attesa di mangiare pesce proprio a causa della presenza di mercurio.