L’EDUCAZIONE ALIMENTARE NELLA SCUOLA PRIMARIA

“Noi siamo ciò che mangiamo”, scriveva Feuerbach, ed è durante l’infanzia che si  gettano le basi per un sano  comportamento alimentare. E’ necessario dunque educare i bambini ad una corretta alimentazione per prevenire patologie gravi come il diabete infantile e per ridurre significativamente i fattori di rischio di disturbi del comportamento alimentare come la bulimia e l’anoressia. Sia la famiglia che la scuola, in tal senso, hanno una grande responsabilità.

Educazione alimentare per bambini: a cosa serve

L’educazione alimentare nella scuola primaria è fondamentale. Ma a cosa serve l’educazione alimentare per bambini?  Ad avere una coscienza alimentare. Si impara da piccoli.

Nelle mense delle scuole infatti oggi vige un regime alimentare che mira ad inserire tutte le varietà di cibi presenti in una proposta di dieta sana, all’interno della quale non manchi  nulla. L’educazione alimentare per i bambini, si sa, inizia in famiglia e continua a scuola: è importante che i genitori siano al corrente del menù scolastico, così da poter integrare e completarlo con i pasti a casa. L’alimentazione deve apportare energia necessaria per il sostegno e l’accrescimento dell’organismo del bambino. Un’alimentazione completa, sufficientemente varia in composizione e adeguata in termini di quantità, riesce a coprire i fabbisogni dei diversi nutrienti. Certamente l’infanzia è un momento molto delicato e spesso richiede mola pazienza perchè i bambini non mangiano tutto, rifiutano la frutta, le verdure, i legumi e spesso anche il pesce. Inserire gli alimenti gradualmente, dando al bimbo il tempo di abituarsi ai gusti per lui nuovi e mettere in campo quell’abilità e creatività nel proporre gli alimenti è la prima sfida. E spesso si rivela essere la soluzione.

Gli adulti per primi devono assumere le corrette abitudini alimentari; i bambini sono il loro specchio. Occorre far diventare il momento dei pasti un momento di crescita.

Educazione alimentare per bambini: finalità.

Le finalità di una corretta alimentazione per i bambini sono molteplici. Occorre impegnarsi affinché le generazioni future siano in grado di prendersi cura di se stesse adeguatamente. A mare se stessi significa amare anche ciò che ci circonda. Il  primo passo è quello di una giusta cura per l’alimentazione. Dunque, la prima finalità è quella di conoscere gli alimenti che si assumono quotidianamente. Mangiar sano significa mangiare bene. E mangiar bene significa saper scegliere bene.
Educare al gusto: un’altro scopo fondamentale. Sin da piccoli i bambini devono essere abituati a riconoscere ed apprezzare i vari gusti per loro nuovi ed essere invogliati a sperimentarne di nuovi.
Promuovere una corretta alimentazione, dunque, è un altro must da tener presente. Mangiar bene porta a star bene. Garantisce innanzitutto condizioni di salute ottimali in una società, quale la nostra, in cui lo spettro dell’obesità infantile è quanto mai tenace a scomparire.
Scuola e famiglia devono continuare a impegnarsi affinché i bambini imparino ad apprezzare pietanze alternative, senza fare capricci inutili. Il momento in cui ci si siede a tavola deve essere piacevole, educativo, costruttivo.
I bambini devono imparare a conoscere le tradizioni del proprio territorio a partire dal cibo. Apprezzando i prodotti a km zero, biologici possibilmente, riallacciandosi alla cultura sana alimentari dei propri nonni, recuperando un retaggio alimentare prezioso, oggi molto spesso dimenticato.

Progetti di educazione alimentare

Insegnanti e genitori è bene che inseriscano i bambini all’interno di adeguati progetti di educazione alimentare. Elaborando percorsi di educazione alimentare a partire dalla scuola primaria, organizzando dapprima riunioni e corsi di formazione per  i genitori, magari in collaborazione con nutrizionisti, pediatri, psicologi.

Un corretto progetto di educazione alimentare infantile non deve prescindere poi dalle esperienze pratiche, legate al cibo. Queste sono fondamentali per ottenere i giusti cambiamenti in termini di comportamenti alimentari, là dove questi sono scorretti soprattutto. Se si riesce a fare questo anche divertendosi con i bambini allora l’esperienza lascerà un segno indelebile; si pensi alla creazione di un orto didattico a scuola, oppure a visite guidate che ogni classe o sezione sviluppi sul tema “alimentazione”. Così facendo il progetto alimentazione, oltre a un’impronta prettamente nutrizionale, acquisirebbe un ruolo esperienziale-sensoriale teso alla scoperta dei diversi alimenti attraverso il gusto, la vista, l’olfatto e il tatto.

Anche cucinare con uno chef professionista rientrerebbe nella rosa dei progetti alimentari da proporre ai bambini. Divertendosi apprenderebbero i primi rudimenti dell’arte dei fornelli, maturerebbero nuovi gusti e sapori, imparerebbero l’importanza di un’alimentazione più genuina, salutare. Un positivo approccio con il cibo getta le basi per una vita futura più armoniosa.