Le 7 abitudini alimentari che fanno vivere più a lungo

La longevità sembra essere un fattore territoriale nel senso che esistono alcuni territoti , che gli scienziati chiamano zone blu, le cui popolazioni registrano una maggiore presenza di ultracentenari rispetto al resto della popolazione mondiale. Queste sono l’isola greca di Icaria, la Sardegna, la penisola di Nikoya in Costa Rica, la città giapponese di Okinawa e quella californiana di Loma Linda. Queste popolazioni così geograficamente distanti tra loro osservano però rituali simili  rispetto all’alimentazione.  Chi aspira alla longevità può quindi trarre ispirazione dalle abitudini alimentari delle popolazioni delle zone blu; eccone riportate le principali.

  1. Trarre il 95% dei nutrienti da alimenti di origine vegetale

Prodotti agricoli, cereali integrali e legumi la fanno da padrona sulle tavole delle zone blu durante tutto l’anno. Le popolazioni di questi territori fanno grandi scorpacciate dei prodotti agricoli di stagione e ne conservano le eccedenze essiccandoli o mettendoli sottaceto. Gli alimenti che più di tutti aumentano l’aspettativa di vita sono le verdure a foglia verde.

  1. Mangiare carne solo due volte alla settimana

Le famiglie nella maggior parte delle zono blu sono molto parche rispetto al consumo della carne. La mangiano come contorno alle portate principali o per insaporire altre pietanze. Se volete imitarle, dovrete  cercare di limitare il vostro consumo di carne ad appena 50 grammi di carni non più di cinque volte al mese, preferendo quella di pollo, agnello o maiale provenienti da allevamento biologico. La carne delle zone blu proviene da animali che pascolano liberamente , il che è molto probabilmente connesso ad un maggiore contenuto di  salutari acidi gassi omega 3.

  1. Ridurre il consumo di prodotti caseari

Le popolazioni delle zone blu traggono il loro apporto di calcio quasi esclusivamente dalle verdure, anziché dal latte di mucca , che è ricco di grassi e di zuccheri. Una scodella di zuppa di cavolo riccio, ad esempio, contiene lo stesso quantitativo di calcio di un bicchiere di latte, solo che è più salutare.  Fanno eccezione l’isola di Icaria e la Sardegna dove vengono prodotti formaggi  e yogurt a base di latte di capra  e  pecora. Non sappiamo se i loro abitanti godano di buona salute per via del consumo di questi prodotti caseari o a causa dell’intensa attività fisica che svolgono nel portare al pascolo le loro greggi.

  1. Mangiare mezzo cucchiaio di legumi ogni giorno .

I fagioli neri  a Nikoya,  i fagioli di soia ad Okinawa , le lenticchie, i ceci e i fagioli cannellini nel Mediterraneo: i legumi sono la vera pietra angolare della diete delle zone Blu. In media  i legumi sono composti per il 21% di proteine, per il 77% di carboidrati complessi e solo per una piccolissima percentuale di grassi. Sono anche un’eccellente fonte di fibre e contengono il maggior quantitativo di sostanze nutritive per grammo rispetto a qualsiasi altro cibo.  Il consumo quotidiano medio di legumi delle zone blu  (almeno mezzo cucchiaio al giorno) fornisce all’organismo la maggior parte di vitamine e sali minerali di cui ha bisogno.

  1. Fare uso di lievito naturale o di farina integrale.

In tre delle cinque zone blu, il pane è un elemento fondamentale dell’alimentazione. Ma è ben differente da quello che la maggior parte di noi acquista. I numerosissimi e differenti tipi di pane di Incara e della Sardegna sono realizzati  da farine  di cereali  al 100% integrali- inclusi grano, segale ed orzo- ognuno dei quali  offre un ampio spettro di nutrienti e un alto apporto di fibre. Altre tipologie di pane consumate nelle zono blu sono realizzati con dei lieviti naturali che “digeriscono” l’amido e il glutine durante la fase di lievitazione.

  1. Ridurre drasticamente il consumo di zuccheri

Gli abitanti delle zone blu consumano appena un quinto del quantitativo di zuccheri aggiunti che noi normalmente utilizziamo. Gli ultracentenari hanno l’abitudine di usare il miele al posto dello zucchero per zuccherare il loro te e mangiano dolci solo in occasioni speciali, come le feste di compleanno. Impariamo la lezione: cerchiamo di non aggiungere più di quattro cucchiaini di zucchero ai nostri cibi e bevande e limitiamo il consumo  settimanale di biscotti, caramelle e pasticcini. Da evitare, inoltre, l’uso di dolcificanti, specialmente quelli in cui lo zucchero figura in cima alla lista dei primi cinque ingredienti.

  1. Fare merenda con due noci al giorno

È questa la quantità media giornaliera di noci consumata dai centenari delle zone blu. Secondo un trentennale studio condotto dall’Università di Harvard i consumatori di noci abituali hanno un tasso di mortalità inferiore del 20% rispetto a chi le mangia sporadicamente. Altri studi hanno invece dimostrato che le diete contenenti noci riducono il livello di LDL, il colesterolo cattivo, fino al 20%.

Non ci resta che provare a seguire questi accorgimenti e aspettare di soffiare anche noi cento candeline sulla nostra torta di compleanno.