Far mangiare uova e arachidi ai bambini poco dopo lo svezzamento può evitare l’insorgere d allergie alimentari

Le allergie alimentari sono raddoppiate nel corso degli ultimi anni, ma, secondo recenti studi,  introdurre le uova e le arachidi nella dieta dei bambini che da poco hanno iniziato lo svezzamento ne riduce il rischio. Stando a quanto riportato nel Journal of  American Medical Association,  quando i bambini  iniziano a mangiare presto determinati cibi- vale a dire quegli alimenti a cui poi molti diventano allergici come , appunto le uova e le arachidi-  hanno minori possibilità di sviluppare allergie verso quei cibi nel corso della vita. Si tratta di  una visione decisamente diversa rispetto a quanto eravamo stati abituati finora.

Solo nel 2000 infatti, l’ Accademia Americana di Pediatria raccomandava fortemente di tenere alla larga i  cibi allergenici dai neonati, a meno che non avessero già compiuto un anno, specialmente se si trattava di bambini con casi di allergie alimentari in famiglia. Ciononostante , negli ultimi dieci anni i casi di allergie alimentari sono pressoché raddoppiati in  America  mentre iniziano ad emergere delle prove nettamente  in favore di questa nuova analisi . Secondo i ricercatori dello studio appena pubblicato sul JAMA, introdurre le arachidi nella dieta di neonati tra i 4 e gli 11 mesi  è connesso ad una riduzione  del rischio di sviluppare un’allergia alle arachidi da adulti. Lo stesso vale per le uova, mentre non ci sono prove certe per quanto riguarda un altro alimento molto allergenico: il pesce.

Un’introduzione precoce di alimenti o sostanze “problematiche “ sembra invece non fare alcuna differenza nello sviluppo delle malattie autoimmuni: l’assunzione di glutine in tenera età non è in alcun modo associato ad un successivo sviluppo della celiachia.

Il perché di queste nuove scoperte resta un mistero su cui i ricercatori stanno ancora indagando. Non è chiaro infatti se sia l’introduzione precoce dell’alimento allergenico a generare la protezione immunologica  o sia l’effetto collaterale del conseguente aumento della diversificazione della dieta. Sono pertanto necessarie ulteriori ricerche in questo campo che permettano di scoprire in che quantità introdurre questi allergeni, quando esattamente sia meglio introdurli e quale sia le reali spiegazioni dietro questo fenomeno.