Davvero dovremmo mangiare insetti al posto della carne?

Visti gli scenari apocalittici che vengono profetizzati circa un’imminente carenza a livello globale  di risorse proteiche  di qui a poche decine di anni, gli esperti di nutrizione stanno vagliando delle ipotetiche alternative al consumo di carne.  Tra queste quella più discussa è quella che propone di sostituire il consumo di carne con quello di insetti.  Sebbene per noi occidentali possa rappresentare un tabù, in realtà in molti paesi asiatici , come ad esempio la Tailandia, gli insetti fanno da sempre parte della cultura gastronomica locale. Inoltre, l’entomofagia (la pratica appunto di cibarsi di insetti) faceva parte dei costumi gastronomici degli antichi Romani, come  ci viene raccontato da Plinio il Vecchio nella sua Historia Naturalis.

Ma perché gli insetti costituirebbero una valida alternativa alla carne?  Innanzitutto per questioni di risparmio energetico. Pare infatti che gli insetti essere allevati utilizzando quantità di acqua e di energia  notevolmente inferiori rispetto agli allevamenti di bestiame  tradizionali. Questo è sicuramente un punto a loro favore ( o sfavore se guardiamo la questione dal punto di vista degli insetti). Sarebbero inoltre un alimento fortemente nutriente. Ciò che non è ancora chiaro è se la carne degli insetti sia davvero più salutare di quella di manzo, di maiale o di pollo. Per sciogliere questo dubbio i ricercatori dell’università di Oxford hanno condotto uno studio in cui hanno classificato le proprietà nutritive di tarli della farina, grilli, larve di ape, punteruoli, bachi da seta e bruchi  e le hanno messe a confronto con quelle di carne di pollo, manzo e maiale. Alcuni risultati sono sorprendenti.

In generale, gli insetti sono significativamente più calorici  delle carni bianche : 100 grammi di tarli della farina hanno un contenuto calorico di 247 calorie  rispetto alle 152 calorie contenute nello stesso quantitativo di carne di pollo. Per quanto riguarda l’apporto proteico pare non esserci differenza tra la carne del bestiame tradizionale e quella degli insetti: 20 grammi di proteine in una porzione da 100grammi  sia di carne di maiale che di grilli. Un’altra caratteristica comune a quasi tutti gli insetti è la loro  elevata sapidità; in particolare i grilli contengono un quantitativo di sodio superiore a qualunque tipo di carne di bestiame. Di contro, però, gli insetti sono una grande fonte di calcio. Tra tutte le tipologie di insetto  prese in esame in questo studio, il primato per l’apporto di calcio spetta al verme del Mopane: una porzione da 100 grammi di questa specie di bruco contiene una quantità superiore del 10000%  rispetto ad una equivalente porzione  di carne di maiale. Un toccasana per l’osteoporosi, insomma.  Un risultato importante, soprattutto per chi soffre di anemia,  riguarda il contenuto di ferro. Lo studio ha infatti dimostrato che una nidiata di larve di ape contiene un quantitativo di ferro superiore dell’850% rispetto al suo corrispettivo in peso di carne di manzo. L’unico inconveniente è che per eguagliare un boccone di bistecca bisogna ingerire una numero impressionante di larve. Le larve del punteruolo, una specie della famiglia dei coleotteri, contengono invece una quantità di grasso doppia rispetto alla carne di maiale e comunque indiscutibilmente superiore rispetto alle altre tipologie di carne.  Sono talmente untuose che possono friggersi nel loro stesso grasso; ciò le rende assolutamente sconsigliate per le diete a scopo dimagrante.