Come mangiare tutto il pesce che desiderate ingerendo quanto meno mercurio possibile

Il pesce è sempre stato osannato come uno degli alimenti più salutari perché ricco di proteine,  di omega 3 e di fosforo; negli ultimi tempi, però, è costantemente oggetto di dibattito tra i nutrizionisti. Se da un lato numerosi studi clinici hanno confermato l’incidenza che il consumo di pesce ha sulla prevenzione  di  un elevato numero di patologie, tra cui quelle cardiache e il morbo di Alzheimer,  dall’altro, a causa dell’inquinamento idrico,  molte specie di pesce presentano concentrazioni di agenti inquinanti che sono, ovviamente, nocivi per il nostro organismo.   Tra questi il più pericoloso è  il mercurio che, stando a quanto sostenuto dalle ricerche più recenti , potrebbe essere responsabile dell’insorgenza di malattie autoimmuni nelle donne. Insomma, sembra che un giorno ci venga detto di abbuffarci di pesce e il giorno dopo di  non mangiarne mai più. Cosa dovremmo dunque fare?

La risposta è semplice: continuare a mangiarlo ,ma variandone la tipologia. L’ideale sarebbe consumare almeno tre porzioni di pesce alla settimana, evitando, però, di mangiare la stessa specie di pesce per più di due volte al mese.  Questo perché le diverse specie ittiche, inclusi i crostacei e i frutti di mare, contengono quantità di mercurio differenti. Pertanto, se , ad esempio il tonno  ricade nella categoria di pesci ad elevato contenuto di mercurio,  abbinarlo al consumo di una varietà di pesce con un minore contenuto di mercurio ( come ad esempio il salmone non di allevamento) , aiuterà certamente a tenere sotto controllo la vostra esposizione al metallo pesante. Distanziare quindi il consumo di pesce ad alto contenuto di mercurio durante la settimana aiuterà l’organismo ad eliminarlo prima che la sua concentrazione diventi pericolosa. Ciò che rende il consumo di pesce particolarmente difficoltoso è che la quantità di mercurio che va ad accumularsi nel nostro organismo  varia a seconda della specie ittica e dalla sua provenienza, dalla combinazione di specie che vengono consumate  insieme e in che momento, nonché dal nostro peso.

Sarebbe quindi bene  informarsi sul reale quantitativo di mercurio presente nelle varie specie di pesce e organizzare il proprio menù settimanale alternando  specie ad elevata concentrazione di mercurio, a specie con concentrazioni più moderate. A renderci la vita più facile, per fortuna , esistono diversi siti  internet in cui è possibile accedere facilmente a tali informazioni. Su quello della NRDC ( Natural Resources Defence Council, un’organizzazione  ambientalista  americana) esiste addirittura un calcolatore  della quantità di mercurio a seconda della specie ittica e  della quantità che utilizzerete per realizzare la vostra ricetta. Un’altra opzione è quella di scaricare gratuitamente l’applicazione  Seafood Watch realizzata dall’Acquario della baia di Monterey  (California) che fornisce delle linee guida aggiornate in tempo reale direttamente  sul proprio smartphone. È un sistema davvero comodo: si può utilizzare mentre si attende il proprio turno in pescheria oppure mentre si decide cosa ordinare al ristorane . L’app sarà in grado di dirvi quale sia la scelta migliore, quale, invece,  una buona alternativa e cosa  evitare assolutamente; include, inoltre, una guida speciale per gli estimatori del sushi che decodifica i nomi giapponesi per le diverse specie di pesce.